burocrazia

8 mila Comuni, 8 mila Regolamenti, 1 speranza

Il regolamento unico edilizio è la nuova speranza di una normalizzazione e unificazione delle regole relative all'edilizia.

Paese di burocrati, legislatori e politicanti, anche su uno dei temi più centrali di questo paese, l’edilizia, siamo, come sempre, riusciti a creare un groviglio di regole, regolamenti e definizioni.

L’Italia e il regolamento edilizio

Il lato artistico ed estroso tipico di ogni comune italiano ha dato il suo frutto (amaro): il regolamento edilizio comunale, uno per ogni comune ed ognuno con delle proprie definizioni.

E così, da paese tra i leader della Comunità Europea, dove il tema centrale è da sempre unificare ed armonizzare, abbiamo dimostrato la nostra (a volte inutile) capacità di diversificare e di differenziare (ovviamente non per quanto riguarda i rifiuti).

Basti pensare, a titolo di esempio, che solo in tema di ampiezza minima delle scale (elemento cruciale in tema di sicurezza e trasporto di persone in barella) tra Milano e Roma esistono diversi orientamenti.

Un esempio amaro

Difatti qualora si volesse installare un ascensore all’interno di un palazzo già esistente, a Milano dovremmo rispettare la misura minima di 90 cm per rampa di scala, derogabile sino ad 85 cm, mentre a Roma potremmo arrivare ad una misura, in deroga, sino ad 80 cm.

Forse a Roma le persone sono più magre o le barelle sono più piccole?

Il regolamento unico edilizio

Ma finalmente, in questo uragano di anomale diversità, una ventata di buon senso sembra prendere piede: il Regolamento Unico Edilizio.

Da anni ormai se ne parla (sin dal 2014 con il decreto “Sblocca Italia”) e da anni ci si augura la sua emanazione.

Ad oggi, finalmente, il tavolo tecnico tra Ministeri delle Infrastrutture e della Funzione pubblica, Regioni e Comuni ha raggiunto il primo importante traguardo: l’emanazione di 42 definizioni comuni.

Dette definizioni diventeranno la base del Regolamento Unico Edilizio che, adesso, dovrebbe prendere forma con maggior celerità (così almeno ci si augura).

Il focus

Elemento cruciale del Regolamento sarà la delimitazione delle facoltà degli enti locali in ambito edilizio, i quali, difatti, dovranno imprescindibilmente rispettare le nuove statuizioni, riducendo pertanto la loro autonomia.

Una volta stabilitone il contenuto, il Regolamento sarà passato al vaglio  della Conferenza Stato Regioni, per la sua definitiva approvazione.

Da quel momento le Regioni avranno 6 mesi di tempo per procedere al recepimento, che dovrà essere adempiuto anche dai comuni, in un secondo momento.

Il risultato finale (sperato)

Finalmente, quindi, sembra che i cittadini italiani ed il mondo dell’edilizia potranno fare affidamento su una normativa comune su tutto il territorio nazionale e non più su indefinite normative comunali che di comune hanno ben poco.

Ovvie le difficoltà tecniche di armonizzazione che si incontreranno ma, a parere di chi scrive, saranno difficoltà ben ripagate. Ora non resta che attendere, speranzosi, il prossimo passo.

 

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